Nei momenti difficili le risorse personali possono sembrare lontane. Spesso, però, sono presenti in forme quotidiane: capacità, relazioni, esperienze superate e piccoli gesti di cura.
Che cosa intendiamo per risorsa
Una risorsa può essere interna, come pazienza, creatività, senso pratico o capacità di chiedere aiuto; oppure esterna, come una persona affidabile, un luogo sicuro, un servizio, una routine o una competenza professionale.
Partire dalle prove già esistenti
Ricorda una situazione complessa che hai attraversato. Che cosa ti ha aiutato, anche solo in parte? Quale scelta hai fatto? Chi era presente? Questo non serve a minimizzare la difficoltà attuale, ma a individuare capacità già sperimentate.
Un inventario concreto
- Tre qualità che altre persone ti riconoscono.
- Due situazioni in cui hai saputo adattarti.
- Una persona a cui puoi scrivere senza dover spiegare tutto.
- Un’attività che ti restituisce un minimo di energia.
- Una decisione piccola che puoi prendere oggi.
Notare i progressi minimi
Nei periodi faticosi il progresso può significare aver chiesto un chiarimento, rispettato una pausa, terminato un compito o riconosciuto un bisogno. Registrare questi segnali aiuta a contrastare la sensazione che “non stia cambiando nulla”.
Chiedere supporto è una risorsa
L’autonomia non significa fare tutto da soli. Saper individuare il tipo di aiuto necessario e rivolgersi alla persona o al professionista appropriato è una forma di competenza e responsabilità verso di sé.