Il primo incontro non è un esame e non richiede una preparazione speciale. Puoi arrivare anche con idee confuse: mettere ordine insieme fa già parte del lavoro.
Tre domande che possono aiutare
- Che cosa mi porta qui proprio adesso? Può essere un evento, una relazione, una decisione o una sensazione che si ripete.
- Che cosa vorrei fosse diverso? Non serve formulare un obiettivo perfetto: basta indicare una direzione desiderata.
- Che cosa mi farebbe sentire al sicuro nel colloquio? Per esempio avere tempi chiari, poter fare domande o sapere che non si è obbligati a raccontare tutto.
Cosa succede durante il colloquio
Di solito si parte dalla tua richiesta e dal contesto in cui nasce. Elisa potrà spiegare come lavora, quali sono i limiti del counseling, la durata indicativa degli incontri, le modalità organizzative e la riservatezza. Insieme valuterete se esiste una buona corrispondenza tra bisogno, obiettivi e tipo di percorso.
Domande che puoi fare
- Come si svolgono gli incontri e con quale frequenza?
- Quali obiettivi possiamo realisticamente affrontare?
- Come vengono verificati i progressi?
- Cosa accade se capisco che il percorso non fa per me?
- In quali casi viene suggerito un altro professionista?
Piccoli accorgimenti pratici
Concediti qualche minuto prima e dopo l’incontro, soprattutto se la giornata è piena. Porta con te eventuali appunti, ma usali come traccia e non come obbligo. Per un incontro online, prova in anticipo audio e collegamento e scegli un luogo riservato.
Dopo il primo incontro
Può essere utile chiederti: mi sono sentita o sentito ascoltato? Ho compreso il ruolo del professionista? Le modalità sono chiare? Mi sento libero di fare domande e di decidere? Non è necessario scegliere immediatamente: anche prendersi un breve tempo per riflettere è parte di una decisione consapevole.